Spessissimo si parla delle virtù del Thè Verde. Esistono però anche anche altre varietà di thè che, oltre a soddisfare il nostro palato, possono offrire grandi benefici alla nostra salute.  In questo articolo, focalizzeremo l’attenzione sui Thè Neri.

Camelia Sinensis -varietà Assamica

Ma facciamo un piccolo passo indietro. Tutti i thè provengono dalla stessa pianta tropicale, la Camelia Sinensis, ma è il processo con cui le sue foglie vengono ossidate che origina le diverse varietà di thè: Nero, Verde, Bianco, Oolong.

Quella del thè nero è una foglia completamente ossidata. Diversi procedimenti produttivi, diverse origini geografiche, diverse pezzature di foglia,  determinano le differenti varietà di thè nero che, una volta infuse, sviluppano colorazioni e caratteristiche organolettiche peculiari.

I Thè Neri sono originari dell’India e dello Sri Lanka. Ne esistono tantissime varietà (generalmente prendono nome dalla regione di provenienza).

Le tre principali varietà di thè Nero in purezza sono :

Thè Nero di Assam
  • Il Nero di Assam proviene dall’ominima valle situata nell’India Nord Orientale. Questa zona pianeggiante, attraversata dal fiume Brahmaputra, è morfologicamente molto simile al bacino idrografico del Rio delle Amazzoni, ed è caratterizzata da clima tropicale e violente piogge monsoniche. Queste condizioni geoclimatiche costituiscono l’habitat ideale per la pianta del Thè di varietà Assamica, molto più robusta e produttiva della comune Camelia Sinensis; proprio per questo, a partire dal 1800, gli inglesi scelsero questa zona per avviare le prime coltivazioni intensive di thè. Ancora oggi, questa regione ospita la più estesa area di produzione mondiale. Qui, la raccolta dura da marzo a novembre. Gli infusi originati da questa varietà sono di qualità ottima: il sapore è deciso, il colore tende al rosso-ambra. Ideale per la colazione, le sue note maltate lo rendono ideale per l’abbinamento con il latte.

 

The nero di Ceylon Orange Pekoe
  • Il Nero di Ceylon Orange Pekoe è molto pregiato.  Originario dello Sri Lanka, viene prima essiccato e poi fermentato. In tazza si presenta bruno rossiccio, il gusto è rotondo e molto aromatico. “Pekoe” indica che è ottenuto solo dalle ultime due foglie apicali e dalla gemma della pianta, mentre l’attributo “Orange”, non indica sentori di gusto, ma è un tributo alla casata reale olandese degli Orange-Nassau che ne ha diffuso l’uso in Europa.

 

  • Il Nero Darjeeling è il più pregiato dei thè neri e proviene dall’omonima regione indiana situata ai piedi dell’Hymalaya  (letteralmente, Darjeeling significa “regione dei temporali”) . La fascia coltivata a thè va dai 1000 ai 2400 m s.l.m. Particolarmente apprezzato in Gran Bretagna, origina infusi di colore scuro (rosso – brunastri) e ha un piacevole bouquet di profumi floreali. Il sapore, leggermente astringente per via dei tannini, ha una nota muschiata che ricorda l’uva moscato. Il gusto varia molto in funzione dell’annata e del periodo di raccolta: non a caso è chiamato “lo Champagne dei Thè”. Viene preparato con foglie apicali e gemme intere. E’ il tipico thè adatto alle cinque di pomeriggio.

Il thè nero è anche utilizzato in miscela con altri tipi di thè o componenti naturali. I blend più comuni sono:

  • Earl Grey tea :Tè nero con olio di bergamotto.
  • English Breakfast tea :Corposo, robusto, ricco e miscelato per sposarsi con latte e zucchero.
  • English afternoon tea: Di medio corpo, rinfrescante fatto da una miscela di Assam e Ceylon.
  • Irish breakfast tea: Miscela di tè neri diversi: il più delle volte Assam e, meno spesso, altri tipi di tè nero.
  • Masala chai:  Bevanda di origine indiana che combina il thè nero a spezie, latte e un dolcificante come lo zucchero o il miele.

 

Proprietà del thè Nero

Le caratteristiche chimiche del tè nero sono influenzate, oltre che dalla qualità della materia prima, anche dal tempo di infusione. Questo parametro è importante non solo per aumentare o diminuire l’aroma della bevanda, ma anche per consentire una maggiore o minore solubilizzazione degli stimolanti e dei tannini dalle foglie.

Com’è bene noto, il principio attivo principale contenuto nel Thè Nero è la Teofillina (a volte chiamata erroneamente Teina). Si tratta di una sostanza xantinica con marcata attività diuretica e stimolante sul Sistema Nervoso Centrale.

Seppur con le dovute eccezioni, il thè nero rappresenta la varietà di thè più ricca in caffeina (3-6% sul peso secco) e – se non fosse per il differente metodo estrattivo – supererebbe addirittura il caffè.

In una tazza di the nero (150 ml circa) ottenuta per infusione di 5 minuti, il contenuto in caffeina  varia mediamente dai 40 ai 100 mg; un quantitativo di tutto rispetto, considerando che un espresso ne contiene circa 80 mg.

La Teofillina ( a concentrazioni nettamente superiori di quelle riscontrabili in una tazza di infuso) viene utilizzata nella terapia dell’asma e della bronchite in virtù delle sue capacità broncodilatrici.

Nel thè Nero sono presenti anche piccole quantità di un’altra sostanza stimolante chimicamente e farmacologicamente analoga alla Teofillina: la Teobromina, alcaloide tipico del cacao.

Il tè nero, come le altre varietà, è inoltre ricco di sostanze antiossidanti, in particolare di polifenoli.
I polifenoli sono fattori nutrizionali  utilissimi nella prevenzione di malattie cardiovascolari, tumori e patologie degenerative del SNC. Neutralizzando i radicali liberi, preservano tutti i tessuti dagli insulti dello stress ossidativo: hanno quindi un’effetto antiage globale.Il tè nero contiene anche tannini, i quali, oltre a vantare   molte delle caratteristiche attribuite ai generici polifenoli, vantano anche  proprietà astringenti. Riducendo la secrezione ghiandolare dell’intestino, si dimostrano utilissimi nel trattamento della diarrea.