AUTORE: Leif GW. Persson
Editore: Marsilio
Traduttore: G. Puleo
Pagine: 425
Genere: Poliziesco
Anno: 2005
Stoccolma, dicembre 1989. Nel giorno dell’anniversario della morte di Karl XII, mentre la polizia è occupata a tenere a bada i neonazisti che stanno creando violenti disordini nel centro della città, un funzionario dell’ente nazionale di statistica viene accoltellato a morte nel suo appartamento. L’indagine per l’omicidio, affidata al commissario Bo Jarnebring e alla sua nuova collega Anna Holt, procede a fatica, soprattutto per via dell’ottusità del supervisore Backstrom. Dopo poco tempo, il caso viene archiviato. Dieci anni dopo, gli uomini dei Servizi segreti si interessano nuovamente a questo crimine, portando alla luce inquietanti connessioni tra la vittima ed ambienti politici eversivi.

“Un altro tempo, un’altra vita” è un romanzo ben costruito, ma anche molto difficile da descrivere e classificare. Dietro alla superficiale etichetta di giallo infatti, questo libro rivela molti tratti tipici del saggio politico e del romanzo storico, poiché espone, in modo fedele e veritiero, gli avvenimenti che hanno condotto alla caduta del muro di Berlino ed alla disgregazione del blocco Sovietico, svelandoci anche come questi accadimenti abbiano impattato direttamente sulla politica scandinava e su alcuni drammatici fatti di cronaca. Persson, in sostanza, ci racconta di come la capitolazione della Germania Est abbia rotto un equilibrio e cambiato repentinamente le prospettive di un Paese in cui, fino agli anni ’90, la priorità dell’intelligence consisteva nel combattere la minaccia comunista e che, subito dopo il crollo del muro, si trova a fronteggiare l’estremismo di destra.

La narrazione, caratterizzata da un estremo realismo, lenta e del tutto priva di tensione e colpi di scena, procede su tre binari temporali distinti: tre storie apparentemente slegate tra loro e avvenute a diversi anni di distanza che trovano un epilogo che le accomuna e fornisce una chiave di lettura. Il finale, non scontato, è carico di amarezza e sottolinea l’estrema veridicità della storia raccontata. I personaggi del romanzo sono caratterizzati piuttosto superficialmente, ma sono molto lontani dallo stereotipo del poliziotto-eroe tipico della letteratura crime di stampo anglosassone. Solo il personaggio dell’antieroe Backstrom viene approfondito e caratterizzato in modo piuttosto caricaturale, ponendo l’accento sulla sua inettitudine, la sua corruzione e la sua spiccata omofobia.

Un libro interessante, ma anche impegnativo e difficile da seguire per un pubblico non scandinavo. Ho dovuto fare non poche digressioni per approfondire avvenimenti di cronaca e politica menzionati in modo ricorrente nel testo. A posteriori, posso dire che leggere questo libro è stata un’esperienza molto istruttiva perché permette di leggere la storia recente dell’Europa da una prospettiva diversa da quella a cui siamo avvezzi.