Libri Noir Italiano

UN PO’ MENO DI NIENTE – VANNI SBRAGIA


Genere: Noir
Editore: Fernandel

Edizione 2021
Data di pubblicazione: 21 gennaio 2021
Pagine: 224

Vanni Sbragia è un dirigente di successo e uno scrittore di thriller e noir di media popolarità. Vive una vita in perenne equilibrio fra l’immagine ufficiale di marito fedele e padre di famiglia e la reale natura di fedifrago professionista e sessuomane incallito, capace di gestire un numero imprecisato di relazioni clandestine. Ma il fragile bastione che ha costruito a difesa della sua esistenza bipolare crolla nel momento in cui una delle sue amanti, l’editrice Vittoria Ravaglia, viene trovata uccisa da quindici coltellate nella sua casa torinese. Sbragia viene interrogato dalla polizia a causa di certi messaggi espliciti rinvenuti sul telefono della vittima. A nulla servirà l’alibi che lo scagiona da ogni sospetto: la notizia della sua relazione è ormai di pubblico dominio e la sua vita è destinata a cambiare per sempre. Nel disperato tentativo di salvare il salvabile tenterà di barattare il silenzio di una giornalista di gossip con alcune piccanti rivelazioni sul mondo dell’editoria. Sarà il suicidio definitivo che sancirà la sua trasformazione in una specie di appestato da evitare con cura per coloro che gli si professavano amici. Ma alla separazione da moglie e figlia, al pubblico ludibrio, all’esclusione dal giro degli autori che contano, farà da contraltare l’inatteso successo del suo nuovo libro, alimentato proprio dall’aura di scandalo che oramai si porta appresso, abilmente cavalcata da una editor senza scrupoli. Per Vanni Sbragia, solo contro tutti, libero da ogni condizionamento e senza più nulla da perdere, è arrivato il momento di fare i conti con se stesso e decidere cosa farà da grande. E forse troverà anche il modo di togliersi l’ennesima soddisfazione: quella di scoprire chi ha ucciso Vittoria Ravaglia.

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Vanni Sbragia, oltre a essere lo pseudonimo dietro cui si cela un noto autore del panorama Noir italiano, è anche il nome del protagonista di questo romanzo, davvero poco convenzionale, uscito sotto le insegne dell’editore Fernandel.

Un vero tipaccio, questo Vanni: fedifrago, rancoroso, narcisista e con un bon ton sessuale tutto da rivedere. Ma, devo dire, davvero un gran personaggio: cesellato finemente nei suoi chiaroscuri, con alle spalle un vissuto che rende coerenti le sue azioni e le sue reazioni e, soprattutto, con una gran “voce” narrativa. Una voce al vetriolo, per dirla tutta, dato che questo libro cela al suo interno, come una matrioska, un vero e proprio pamphlet di denuncia contro un certo tipo di editoria. Vanni Sbragia, senza andare troppo per il sottile, critica ferocemente quel “mondo di mezzo” in cui vivacchiano autori non ancora del tutto arrivati, che millantano titoli e successi di discutibile validità e che venderebbero l’anima al diavolo pur di fare il tanto anelato salto di qualità per raggiungere quel gotha ristrettissimo in cui girano i veri interessi economici. Un mondo a cui anche lui stesso è ben consapevole di appartenere.

Lo stile di scrittura è molto fluido, non annoia mai. La tensione rimane costante per tutto il romanzo, fino all’epilogo, che chiude perfettamente il cerchio della storia e l’arco del personaggio, ma in un modo assolutamente inaspettato.