TITOLO: UNO STERMINIO DI STELLE- Sarti Antonio e il mondo disotto

AUTORE: LORIANO MACCHIAVELLI

PAGINE:317

EDITORE: MONDADORI (OMNIBUS)

GENERE: GIALLO/NOIR

 

Durante i lavori di costruzione del nuovo stadio del Bologna F.C. emergono dal terreno 13 mummie etrusche con caratteristiche veramente particolari: gli scheletri sono alti più di due metri  ed hanno tutti i femori spezzati. Pochi giorni dopo, in seguito al blocco dei lavori, viene ritrovato anche il corpo senza vita dell’architetto del cantiere, che sembra aver subito lo stesso macabro rituale funebre delle mummie. Il questurino Antonio Sarti, l’amico archeologo Rosas e gli agenti Prenotato e Cantoni conducono l’indagine, che porterà alla luce una rete di collusione tra figure istituzionali e criminalità organizzata per la gestione degli appalti del dopo terremoto e l’indebita appropriazione di tesori etruschi.

Antonio Sarti, sergente, così come lo definisce sempre il suo creatore, è uno dei personaggi più longevi del giallo italiano. Nato nel 1974 dalla penna di Loriano Macchiavelli, protagonista di innumerevoli romanzi,racconti e anche di una serie televisiva andata in onda molti anni addietro sui canali RAI, il questurino bolognese è anche stato capace di morire e resuscitare. Nel 1987, infatti, era stato colpito a morte da un proiettile di P38, salvo poi tornare in vita nella raccolta di racconti Sarti Antonio e la via dell’inferno. 

In Uno sterminio di stelle si riforma lo scalcagnato sodalizio, già visto in altri episodi della serie, con l’improbabile archeologo Rosas. I personaggi, lungi dall’essere assimilabili agli eroi stereotipati della letteratura crime, sono figure realistiche e modeste anche se leggermente caricaturali. Il romanzo, ambientato a Bologna, si svolge tra il centro storico, l’area di Villanova e Montovolo. La trama, originale anche se povera di colpi di scena, scorre su tre binari differenti. Un filone  della storia si svolge nel 363 d.c. e ripercorre l’avventura dei 13 guerrieri sicambri arrivati al sito oracolare etrusco di Montovolo per trafugare un prezioso tesoro. Le altre due vicende del romanzo, sono ambientate ai giorni nostri e vedono protagonisti una bella ragazza in fuga e una famiglia mafiosa invischiata nel business degli appalti. Le tre storie si intrecceranno nella pittoresca cornice di Montovolo, teatro di misteriosi accadimenti in diverse epoche storiche. Nel romanzo ci sono due epiloghi: uno riguarda le indagini del questurino Sarti e uno la fine dei sicambri.

Lo stile caustico di Loriano Macchiavelli è molto particolare. Può piacere o non piacere ma gli si deve riconoscere originalità e carattere.  Non a caso questo autore è il decano della fortunata scuola di giallisti/noiristi bolognesi

L’AUTORE

Loriano Macchiavelli

Loriano Macchiavelli nasce a Vergato in provincia di Bologna il 12 marzo del 1934. La sua prima passione è il teatro, che frequenta svolgendovi vari ruoli: dall’organizzatore di spettacoli, all’attore fino all’autore di pièce teatrali. Le sue pièce vengono portate in scena da varie compagnie. Dal 1969 vengono rappresentati molti dei suo lavori teatrali: “In caso di calamità, viva la Patria” (1969/70), “Una storia teatrale con prologo tragico e finale comico”(1969/70), “Ballate e moti rivoluzionari” (1970/71), “Hanno dato l’assalto al cielo” (1971/72/73); “Cinema hurra” (1981/82) “Aspettando Altman” (1995).

La sua carriera di scrittore subisce una svolta quando, nel 1974, decide di dedicarsi alla scrittura di romanzi gialli e con il romanzo “Fiori alla memoria” vince il premio Gran Giallo Città di Cattolica. La sua fortuna letteraria è legata, da questo momento in poi, ad uno dei personaggi da lui creati: il brigadiere Antonio Sarti, che è il personaggio principale di una serie di suoi romanzi insieme alla sua spalla Rosas, un extraparlamentare di sinistra dotato di una grande mente investigativo-analitica.

Dal romanzo “Passato, presente e chissà” viene tratto un adattamento televisivo in quattro puntate intitolato: “Sarti Antonio brigadiere” per la regia di Pino Passalacqua. La serie va in onda su RaiDue nel 1978. Seguita poi, nel 1988, da un’altra serie in tredici puntate per la regia di Maurizio Rotundi intitolata “L’ispettore Sarti, un poliziotto, una città”, trasmessa sempre da RaiDue tra il 1991 e il 1993. Il successo dell’ispettore in versione televisiva è tale che la serie prosegue fino al 1994 con sei film di un’ora ciascuno per la regia di Giulio Questi e con protagonista Gianni Cavina.

L’ormai famosissimo Sarti Antonio diventa protagonista anche del fumetto “Oriente express” disegnato da Gianni Materazzo.

Nel 1987 Loriano Macchiavelli tenta di uccidere il suo personaggio di carta con il romanzo “Stop per Sarti Antonio”. Ma poi lo riporta in vita nei successivi romanzi, tra cui: “Sarti Antonio e il Malato immaginario” (1988); “Sarti Antonio e il diamante insanguinato” (1994); “Sarti Antonio e la ballata per chitarra e coltello” (1994); “Sarti Antonio e il mistero cinese” (1994); “Sarti Antonio e l’assassino” (2004).

Difende a spada tratta la possibilità dell’esistenza di un romanzo giallo italiano contro critici e scettici. Fonda insieme agli amici Marcello Fois e Carlo Lucarelli  il “Gruppo 13” e con Renzo Creante fonda e dirige la rivista “Delitti di carta” che tratta esclusivamente di poliziesco italiano.

Per sostenere la sua lotta letteraria, partecipa a dibattiti, convegni e presentazioni in giro per l’Italia, ma anche all’estero, dando vita ad un vivace dibattito con gli altri scrittori protagonisti della scena noir italiana: da Oreste Del Buono a Giuseppe Petronio, da Attilio Veraldi a Claudio Savonuzzi.

Per dimostrare anche al pubblico le possibilità di successo del romanzo giallo italiano, Macchiavelli pubblica nel 1989 un romanzo con lo pseudonimo di Jules Quicher. Nel romanzo, “Un funerale dopo Ustica”, l’autore viene presentato come un esperto di problemi di sicurezza di una famosa multinazionale Svizzera alle prese con la ricostruzione romanzata della famoso mistero. Il romanzo è un best-seller. E’ protagonista di un caso letterario particolare a seguito della pubblicazione di “Strage” (1990). I libro, uscito in occasione del decimo anniversario della strage di Bologna, viene ritirato dalle librerie per decisione dell’Autorità giudiziaria. In seguito ritornerà in circolazione e Loriano verrà assolto per diritto-dovere di cronaca.

 

Nel 1997 scrive a quattro mani il romanzo “Maccaronì”. Il suo compagno di penna Francesco Guccini. Il romanzo ottiene un grande successo di pubblico e critica, vince infatti il Premio letterario Alassio, il premio Ennio Flaiano e l’edizione del 1998 del Police film festival. La collaborazione con Guccini  continua, e i due scrivono il romanzo “Tango e gli altri, romanzo di una raffica, anzi tre” con il quale vincono l’edizione del 2007 del Premio Giorgio Scerbanenco.

Nel 2001 recita insieme all’amico Carlo Lucarelli nella serie televisiva ambientata nella sua città: “Bologna in giallo, rapsodia noir”. Grazie al successo della serie, entrambi recitano nuovamente insieme l’anno dopo nei dodici minidrammi: “Corpi di reato. L’arma contro il crimine”.