EDITORE: NERI POZZA

ANNO: 2012

GENERE: THRILLER

PAGINE: 315

Sheldon, un ebreo ultraottantenne del New England ha da poco perso l’amata moglie Mabel. La nipote Rhea lo convince a trasferirsi con lei e il suo marito Lars in Norvegia, dove entrambi hanno trovato lavoro. Trovarsi a Oslo, nel multietnico quartiere di Toyen, è già di per sè un evento molto destabilizzante per l’ottuagenario Sheldon che si trova, suo malgrado, coinvolto in un efferato omicidio. Una sua vicina di casa di origine balcanica viene uccisa e lui si inizia  una rocambolesca fuga con il figlioletto della donna.  Una lotta per la vita in cui il nemico principale da fronteggiare  non è il suo inseguitore, bensì l’Alzheimer che mina la sua lucidità. Presente e passato si fondono. Riemerge il suo trascorso da cecchino nel corpo dei marines, tornano alla luce lutti e rimpianti che hanno avvelenato la sua vita.

Il romanzo ha una trama originalissima e uno stile di scrittura molto brillante in cui houmor e tensione si miscelano alla perfezione.  I  personaggi e i luoghi sono descritti in modo molto realistico. Sheldon, il protagonista, è caratterizzato finemente sia nella sua precaria fisicità che nei suoi pensieri ottenebrati dalla malattia. E’ un thriller delicato, che affronta temi spinosi con estremo tatto e in cui la fuga del protagonista, arrivato oramai al capolinea della sua vita, diventa catarsi ed espiazione.

Sullo sfondo della storia, attraverso i ricordi di Sheldon, sfila la storia Americana degli anni bui tra la guerra di Corea e quella del Vietnam.

Miller è un autore da scoprire. In questo suo romanzo, Thriller Nordico e Crime Americano si armonizzano alla perfezione, creando nuove e inedite sfumature.

Dello stesso autore, La ragazza in verde, che ci riporta nell’Iraq del 1991.

L’AUTORE:

Derek B. Miller è il direttore del Policy Lab, organizzazione dell’Istituto per la Ricerca del Disarmo delle Nazioni Unite. Dopo la laurea in relazioni nternazionali all’Università di Ginevra e un master in studi sulla sicurezza della Georgetown University, in cooperazione con il St Catherine’s college, Oxford, ha cominciato a scrivere. Uno strano luogo per morire è il suo primo romanzo. Vive a Oslo con la moglie e i figli.

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Mi chiamo Laura Piva ed ho una doppia vita: di giorno faccio la farmacista in paesino del modenese e di sera mi trasformo in una serial reader. Da qualche tempo, la mia passione per la letteratura gialla e noir si è tramutata in un secondo lavoro e ho iniziato a collaborare con molti scrittori italiani nell’organizzazione di serate ed eventi. Da due anni sono la direttrice artistica di Grasparossa Noir, una rassegna patrocinata dal Comune di Castelvetro di Modena che abbina eccellenze enogastronomiche e letterarie del nostro territorio. Sono inoltre autrice di racconti noir. Nel 2018, ho vinto il festival Garfagnana in Giallo-Barga Noir (Sezione racconti inediti) con "Killing Hosni" , pubblicato nell'Antologia Criminale 2018 delle Edizioni Tralerighe. Nel 2019, col racconto "Alone together" sono stata finalista allo stesso concorso e pubblicata nell'Antologia Criminale 2019.